Disturbi Temporo-Mandibolari: una patologia frequente e comune

L’articolazione della mandibola è tra le articolazioni più complesse del nostro corpo: è l’unica parte mobile del viso e, con il suo corretto funzionamento insieme ad altre strutture, ci consente di parlare, masticare, deglutire. Non ha giunzioni ossee con il cranio: sta sospesa sotto la mascella attraverso muscoli, legamenti e altri tessuti molli che conferiscono la mobilità necessaria alla mandibola per funzionare assieme alla mascella. Molte persone che soffrono di mal di testa, mal d’orecchio, mal di schiena o dolori mandibolari, potrebbero essere soggetti a disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (A.T.M.).

I sintomi più frequenti dei disturbi dell’ATM sono infatti:

  • Tensione muscolare alla mandibola
  • Dolore alla mascella
  • Gonfiore alle guance
  • Dolore nell’orecchio o davanti all’orecchio
  • Rumori articolari (click) quando si apre o si chiude la bocca
  • Cervicalgia
  • Cefalea
  • Difficoltà ad aprire la bocca o a masticare

Non è semplice determinare l’esatta causa del dolore legato ai disturbi dell’ATM. Il dolore oro-facciale può infatti avere origini diverse. La gnatologia, il settore che studia la fisiologia e fisiopatologia del complesso crano-cervico-mandibolare (funzione e patologia della mandibola), nei suoi primissimi approcci, collegava i disturbi dell’ATM soprattutto alla malocclusione dentale e al bilanciamento dei contatti interdentali; oggi, è sempre più evidente la natura multifattoriale dell’eziologia: dall’anatomia scheletrica e occlusale ad eventi traumatici, da fattori psicosociali (stress, ansia) a quelli patofisiologici (lassità mandibolare, fattori ormonali,
genetici e metabolici).

Gioca sicuramente un ruolo importante lo stile di vita moderno che, con il sovraffaticamento che genera, porta a una sollecitazione continua dell’articolazione mandibolare. “Stringere i denti” in momenti di particolare tensione fisica o emotiva è una reazione inconscia che sottopone le articolazioni della mandibola a uno sforzo continuo che, a lungo andare, provoca dolore e si ripercuote su altri parti del corpo come appunto la testa, il collo o le spalle.

Perché la postura è importante per l’articolazione temporo-mandibolare?

Una buona postura è lo stato dell’equilibrio muscolare e scheletrico che protegge le strutture di supporto del corpo da lesioni o deformità progressiva, indipendentemente dalla posizione (eretta, sdraiata, accovacciata, o china) in cui queste strutture sono a riposo o in tensione. La postura è il risultato dell’adattamento dinamico delle strutture muscolo-scheletriche all’ambiente che ci circonda; tale adattamento avviene fin dalla nascita, per questo, i problemi di un cattivo adattamento possono riscontrarsi già in età giovanile. Le evidenze disponibili indicano che la mandibola rappresenta una sorta di bilanciere che è in grado di influire sulla postura e di essere influenzato dalla postura stessa. Il problema posturale coinvolge l’individuo nella sua interezza, pertanto la valutazione del paziente si è concentrata sull’uso di misure oggettive sia della funzione statica che dinamica in modo da ottenere informazioni più affidabili e valide sui pazienti e le loro risposte agli interventi terapeutici.

Disturbi temporo-mandibolari: come s’interviene?

La compresenza di questi sintomi rende molto difficile un percorso diagnostico lineare. In effetti, chi penserebbe mai che il mal di testa possa avere origine in disturbi dell’articolazioni della mandibola?
Spesso ci si limita a controllare il dolore con l’assunzione di antidolorifici. Tuttavia, questi farmaci, gestiscono il sintomo, ma non rimuovono la causa che l’ha generato, che deve essere invece diagnosticata in sede di visita gnatologica e tramite l’esecuzione di opportune indagini strumentali.
Sicuramente un primo aspetto su cui intervenire è mettere a riposo i muscoli dell’articolazione temporo-mandibolare attraverso un dispositivo rimovibile, chiamato bite, che favorisce una posizione naturale ed equilibrata della mandibola consentendo ai muscoli di decontrarsi. Potrebbe rendersi necessaria anche una valutazione fisioterapica in modo da rintracciare eventuali anomalie posturali collegate ai disturbi dell’ATM e individuare il percorso da seguire per correggerli.
Infine, una volta riequilibrata l’articolazione ed eliminato il dolore, si può intervenire su denti usurati o difetti di occlusione che potrebbe favorire la ricomparsa del problema.

Il percorso insomma è complesso e articolato ma le ripercussioni che potrebbero derivare da una sottovalutazione del problema dovrebbero indurre ad abbracciare i giusti rimedi.

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